MOSTRA MARCO PESARESI

I miei occhi, la mia persona sono eccitati dalla sinuosità, dalla dolcezza e dal vissuto. Nell’istantanea ci sono queste condizioni, sono attimi di percezione che implicano queste condizioni che convergono e tu le fermi. Ho deciso di fare il fotografo, perché… non lo so neanche io… perché mi sono trovato la fotografia addosso.

Marco Pesaresi

Marco Pesaresi (Rimini, 1964 – 2001). Dopo gli studi superiori, segue i corsi dell’Istituto Europeo di Design a Milano dove comincia la sua carriera di fotografo professionista. Nel 1990 entra a far parte dell’agenzia Contrasto e dopo aver trascorso molti anni tra Milano e Roma si stabilisce a Rimini. Viaggia molto tra Africa e Europa e il suo interesse come fotografo si concentra soprattutto sui più complessi e difficili problemi sociali del nostro paese e della nostra società: l’immigrazione, la droga, l’emarginazione e il fenomeno della prostituzione. Documenta lungamente la vita notturna in Italia e all’estero raccontando momenti intimi e situazioni estreme. L’impegno e l’approfondimento di tali tematiche portano Marco Pesaresi a lavorare su grandi reportage fotografici, che lo vedono impegnato per molti mesi di seguito. Così nasce Underground (pubblicato in Italia da Contrasto e negli USA da Aperture): una ricognizione, in dieci diverse città del mondo, sulla vita delle metropolitane. Così nasce anche il progetto sui Megastores, realizzato tra Giappone, Stati Uniti e Russia per documentare le nuove abitudini consumistiche di questi grandi paesi. L’ultimo lavoro di Pesaresi è un reportage in bianco e nero, su Rimini: uno struggente e malinconico ritratto della sua città natale, che diventerà un libro nel 2003 e una mostra. Le sue foto sono pubblicate regolarmente sulle principali testate internazionali come PanoramaL’EspressoGeoEl PaísSetteThe IndependentThe Observer ed altre ancora. Espone ad Arles, nell’ambito dei Rencontres Internationales de la Photo, e a Perpignan, nell’edizione 1996 del Festival Visa pour l’Image e la sua mostra Underground gira molte città europee. Nel 1994 vince il Premio Linea d’Ombra.
Il 22 dicembre 2001 Marco Pesaresi muore nella sua Rimini, dove aveva a lungo lavorato.

PUBBLICAZIONI

UNDERGROUND: TRAVELS ON THE GLOBAL METRO
NEW YORK, APERTURE, 1998, P. 150

UNDERGROUND: UN VIAGGIO METROPOLITANO
ROMA, CONTRASTO, 1998, P. 150

Per lui la fotografia rappresentava un modo per affrontare la vita, superando quelle difficoltà che lo facevano sentire a disagio in molte delle circostanze del vivere quotidiano. Perché Marco era dotato di una sensibilità particolare che spesso gli rendeva necessario porsi in un’ottica di osservazione speciale della realtà, con lo sguardo sorpreso del fotografo che viene da lontano, da un altrove non identificato ma comunque distante.

Roberto Koch

(Presidente dell’agenzia “Contrasto”)

Marco usava il reportage per dare forma ai suoi demoni. Gli andava incontro e li guardava in faccia. Nani, storpi, prostitute, drogati e folli, accattoni e barboni, un’umanità senza speranza di riscatto. […]

So per certo che la fotografia è stata la stagione più bella della sua vita e siccome so che è stata una stagione lunghissima, credo abbia vissuto, dannato ed errante, intenso e visionario, l’unica vita possibile.

Renata Ferri

(Giornalista e Caporedattore photo editor di “Io Donna”)

UNDERGROUND EXHIBITION

Quel giro del mondo nelle viscere  sotterrane dei più grandi agglomerati urbani era incominciato con la metropolitana di Berlino. Un racconto per immagini che Marco aveva intuito e voluto più di ogni altra cosa, un lavoro che poi lo avrebbe consacrato sulla scena fotografica internazionale.
Un viaggio  che lo esaltava ma allo stesso a tempo consumava. Spinto dalla voglia di scoprire,  dalla necessità di conoscere gli eccessi, dalla voglia di nutrirsi dell’intensità degli sguardi e all’infinita  sete di libertà.
Un tour de force che vedrà Marco documentare la quotidianità  nelle metropolitane delle dieci città più popolate al mondo, dopo la capitale tedesca seguirono Londra, Mosca, Calcutta, Madrid, Città del Messico, New York, Tokyo, Parigi e Milano.

“Forse Marco non si aspettava che quel tunnel di luce che si era aperto per lui maneggiando la sua prima macchina fotografica sarebbe finito in un tunnel di buio, dopo tanti tunnel percorsi come prove sempre più tormentate ed estreme. Forse non aveva pensato -o forse sì- che insieme a tante paia di scarpe avrebbe consumato emozioni, sentimenti, nel disagio fisico e nella estenuazione mentale di giorni e giorni vissuti senza sosta nel sottosuolo, a catturare e testimoniare le situazioni più disparate. Ce l’aveva fatta ma partire per ogni nuovo viaggio non era solo un’avventura alla ricerca di sé e degli altri ma una continua scommessa, con lo sconosciuto, l’imprevedibile, l’insospettato. Forse non sapeva -o forse sì- che, come per il mitico eroe omerico e dantesco, il mare si sarebbe presto chiuso sopra di lui.”

Paola Sobrero

Un ringraziamento speciale a :

Città di Savignano sul Rubicone